L’Ecobonus è la detrazione fiscale IRPEF che permette di recuperare una parte delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti. È in vigore dal 2007 e nel 2026 è stato confermato dalla Legge di Bilancio con le stesse condizioni del 2025.
Per chi installa un impianto fotovoltaico, l’agevolazione rientra nel Bonus Ristrutturazioni (art. 16-bis del TUIR): puoi detrarre dalle tasse una quota significativa del costo dell’impianto — pannelli, inverter, batterie di accumulo, manodopera e progettazione inclusi.
Abitazione principale (proprietari): detrazione del 50% su un massimo di 96.000 € di spesa, ripartita in 10 rate annuali di pari importo.
Seconde case e altri immobili: detrazione del 36%, stesso massimale di 96.000 € e stessa ripartizione decennale.
Attenzione: dal 2027 le aliquote scenderanno al 36% per la prima casa e al 30% per le altre. Il 2026 è quindi l’anno più vantaggioso per investire nel fotovoltaico con il supporto delle detrazioni fiscali.
Accedere alla detrazione è più semplice di quanto pensi. Ecco cosa serve, passo dopo passo.
Per ottenere la detrazione al 50% devi essere proprietario (o titolare di un diritto reale come usufrutto o nuda proprietà) dell’immobile e destinarlo ad abitazione principale. Se sei inquilino o comodatario, puoi comunque accedere alla detrazione al 36%. L’immobile deve essere esistente, accatastato e dotato di impianto di riscaldamento.
Contatta un installatore qualificato come LS Solution per un sopralluogo gratuito. Riceverai un preventivo dettagliato con il dimensionamento dell’impianto fotovoltaico più adatto ai tuoi consumi, comprensivo di pannelli, inverter e, se necessario, sistema di accumulo a batteria.
A seconda del tipo di intervento, potrebbe essere necessaria una comunicazione al Comune (CILA o SCIA). Per la sola installazione di pannelli fotovoltaici su un edificio esistente, spesso è sufficiente una comunicazione di inizio lavori. Il tuo installatore o tecnico di fiducia ti guiderà nella pratica corretta.
È il requisito più importante: tutti i pagamenti devono avvenire tramite bonifico parlante, che deve riportare nella causale il riferimento normativo (art. 16-bis del DPR 917/86), il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita IVA dell’impresa. Non sono ammessi contanti, assegni o carte di credito.
Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, devi trasmettere i dati dell’intervento all’ENEA attraverso il portale dedicato. Fatto questo, potrai inserire la detrazione nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) e recuperare il 50% — o il 36% — dell’investimento in 10 rate annuali di pari importo.
L'installazione di un impianto fotovoltaico rientra nel Bonus Ristrutturazioni (art. 16-bis del TUIR), non nell'Ecobonus in senso stretto. L'Ecobonus (art. 14 del D.L. 63/2013) riguarda invece interventi come pompe di calore, cappotto termico, infissi e sistemi ibridi. Nel 2026 entrambi prevedono le stesse aliquote: 50% per l'abitazione principale e 36% per gli altri immobili. In molti casi i due bonus possono essere combinati su interventi diversi nello stesso edificio, poiché i massimali di spesa sono separati.
Il tetto massimo di spesa agevolabile è di 96.000 euro per unità immobiliare. Con l'aliquota al 50%, la detrazione massima ottenibile è quindi di 48.000 €, suddivisa in 10 rate annuali da 4.800 € ciascuna. Per fare un esempio concreto: un impianto fotovoltaico con accumulo da 15.000 € ti permette di recuperare 7.500 € in 10 anni (750 € all'anno in meno di tasse).
No. Dal 2023 le opzioni di sconto in fattura e cessione del credito non sono più disponibili per i nuovi interventi. L'unico modo per fruire dell'Ecobonus e del Bonus Ristrutturazioni è la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF), ripartita in 10 quote annuali.
La detrazione si sottrae dall'IRPEF lorda dovuta. Se in un anno la tua imposta è inferiore alla rata annuale della detrazione, la parte eccedente non può essere rimborsata né riportata agli anni successivi. Per questo è importante verificare la propria capienza fiscale prima di procedere. Un commercialista o un CAF possono aiutarti a fare questa valutazione.
Sì. I sistemi di accumulo (batterie) rientrano nelle spese detraibili, sia se installati contestualmente all'impianto fotovoltaico, sia se aggiunti successivamente a un impianto già esistente. Il costo delle batterie si somma alle altre spese dell'intervento, sempre entro il massimale di 96.000 €.
Il Conto Termico 3.0 è un contributo a fondo perduto gestito dal GSE, attivo da fine 2025. Incentiva l'installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, a condizione che l'intervento sia realizzato insieme alla sostituzione di un vecchio impianto di riscaldamento con una pompa di calore. A differenza delle detrazioni, il Conto Termico eroga un rimborso diretto, cumulabile con le agevolazioni fiscali. Il portale per le richieste è stato aperto a febbraio 2026, ma è attualmente in fase di sospensione temporanea a causa dell'elevata affluenza. Contattaci per verificare se puoi accedere a questa opportunità.
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